4Magici Incontri
Quando pensi che la tua vita non può cambiare, non ti aspetti niente, sei rassegnata a vivere una vita che non ti saresti mai e poi mai immaginata, ecco che ricevi un dono inaspettato.
Rimani sbalordita, non sai cosa fare, come affrontare quell’evento. Poi quando stai per arrenderti, qualcuno ti salva.
iced_san “Incontri che cambiano la vita”
Pov Lol
-Tu sei Lolita,vero?-
Due manine delicate mi si pararono sotto il naso,costringendomi ad alzare lo sguardo ad incontrare due occhietti furbetti e sconosciuti.
Poi ricordai..- Siete le nuove?- bisbigliai,porgendo la mia di mano e lasciando che rispettivamente la stringessero.
La loro pelle era così fredda e pallida da far invidia persino ad un vampiro,per quanto ne sapessi.
-Io sono Lilien- canticchiò la prima,sedendosi accanto a me e addentando soddisfatta una carota.
La faccia che fece dopo aver masticato il primo boccone era tipo da bambino che si è lasciato fregare da sua madre e ha mangiato minestrone.
Si costrinse a sorridere,sebbene masticasse sempre più lentamente e fissasse sua sorella con occhi sbarrati.
-Sono solo carote..- bisbigliai,addentandone una.
Le gemelle si fissarono e scoppiano a ridere. Lilien gettò la carota nell’erba incolta dietro di noi e mi diede un’amichevole pacca sulla schiena.
Che fossero strane,non c’erano dubbi.
-Scusala,è allergica e non se ne ricorda mai.-sogghignò la bionda,lanciando un eloquente occhiataccia alla sorella che si strinse nelle spalle e ricominciò a ridere. Di cosa poi? - Comunque io sono Amy,la più saggia e composta delle due.- continuò.
Lilien era senza dubbio più amichevole e spontanea. A quando avevo potuto capire,era la pecora nera delle due,la ribelle e la burlona.
Amy,invece,era la raffigurazione della pace e della maturità. Sorrideva se necessario,limitandosi ad alzare gli angoli delle labbra e ridacchiare,come una perfetta gentildonna.
Lilien,invece,rideva di gusto: gettava la testa all’indietro spalancando la bocca ed emettendo suoni stranissimi.
Sebbene fossero indubbiamente strane,qualcosa di loro mi affascinava; una parte di me mi consigliava di starci alla larga,forse per evitare di stringere amicizia e far sentire Nico rimpiazzato,sebbene se lo meritasse.
Un’altra parte,invece,mi spingeva a lasciarmi andare una volta per tutte,proprio come stava facendo Nico.
-Parli del diavolo..- sussurrai,vedendo Nico e Lily uno con una mano nei jeans dell’altro,passeggiarmi davanti.
-E ti spuntano le corna!- Terminò Lilien,cogliendo in pieno il senso di quell’affermazione,perché fino a prova contraria,le corna le avevo prese davvero.
Essere tradite dal proprio migliore amico,che per di più sostiene di amarti,è ancor peggio dell’essere normalmente tradite dal primo minchione che t’illude di volerti.
Sbuffai e mi chinai a raccogliere le mie cose,accettando l’aiuto di Amy che s’offrì di attraversare il cortile per gettare le mie scartoffie.
Come ovvio,il dondolio dei suoi fianchi attirò l’attenzione di molti che quasi s’inginocchiarono a baciarle i piedi.
Tutti i ragazzi in quel momento avevano la tipica espressione da “Sarò.Tuo.Schiavo.A.Vita.Ma.Ti.Prego.Dammela.”
La ringraziai,incamminandomi con loro verso l’aula di Teatro e accettando di sedermi in mezzo alle due in ultima fila.
Per la prima volta dopo tanto tempo,mi risentii felice e apprezzata. Le gemelle erano dolcissime con me e,soprattutto Lilien,non perdeva occasione per strapparmi un sorriso a tradimento.
Con loro finalmente,stavo ritrovando la gioia di vivere.
Pov Nico
Era così raggiante con le sue due nuove amichette,che quasi mi pentii di non aver preso Lily e averla baciata davanti a lei.
Le avevo chiesto di stare insieme per far,semplicemente,ingelosire Lol;lei invece sembrava essermi totalmente indifferente,proprio come tanto tempo prima.
Se incrociavo il suo sguardo,o le sorridevo,o la salutavo con un gesto quasi impercettibile della testa,non ottenevo che indifferenza.
Possibile che fosse stato così facile per lei dimenticarsi di me e di tutto quello che avevamo costruito insieme?Di tutti i nostri sogni sul futuro e sui nostri programmi insieme?
Scacciai con rabbia le mille domande che mi frullavano in testa,accomodandomi proprio accanto al suo banco,e prendendo a ritrarla,come succedeva fin troppo spesso in quell’ultimo tempo.
Ero sicuro che Lol mi amava e che io ero adatto a lui; io la conoscevo,io sapevo tutto di lei..
Rigirai il ritratto tra le mani. Ormai ne ero certo: Dovevo fare qualcosa per riprendermi la mia Lol.
Pov Rob
Entrando in classe non mi sorpresi di trovare Lilien e Amy sedute con la prescelta. Per loro non poteva essere difficile legarci amicizia come lo sarebbe stato con me.
Io ero il suo professore e quale ragazza per bene avrebbe accettato di farsi corteggiare da me?
La prescelta,sicuramente,non si sarebbe lasciata sedurre facilmente ,di questo ne ero certo;lo vedevo dai suoi occhi assenti,da come si stringeva spasmodicamente le braccia intorno alla vita e da come versava lacrime silenziose appena poteva.
L’avevo notata questa mattina in quell’angolo,mentre,probabilmente,si asciugava le ultime lacrime versate.
Mi era apparsa così indifesa e suscettibile,che per un attimo avevo pensato di abbandonare quest’assurda missione e lasciarle vivere normalmente quello che le restava di un’insulsa vita umana.
La vita per loro era sofferenza e amore. Senza l’uno non c’era l’altro.
Quando la campanella richiamò gli alunni nelle proprie classi,non mi sorpresi di vedere mille facce confuse fissarmi a bocca aperta.
Ero abituato a sentirmi fissato,ero abituato a quegli stupidi commenti da maniache ed ero,sebbene da poco,abituato a capire le menti degli esseri umani. Loro erano così ..così facili da leggere,così insulsi.
-Ragazzi,per chi ancora non mi conosce io sono Robert Beshop.- borbottai imbarazzato,passandomi una mano tra i capelli. - E oltre ad essere insegnante di letteratura,lo sono anche di teatro.- continuai.- Qualcuno di voi ha mai fatto teatro?-
Indicai a caso una biondina in seconda fila,intenta a masticare avidamente una gomma da masticare dal colore indescrivibile e riprovevole.
Si limitò a scrollare le spalle,continuando a masticare la sua gomma ed attorcigliare un capello biondo tra le dita ben curate.
-Qualcuno ha mai partecipato ad una recita di fine anno?- tentai allora,passando dietro di lei. Un ragazzo con un paio di occhiali a lenti profondissime,mi fissò sbalordito cominciando a balbettare parole senza senso.
Chiusi gli occhi esasperato e passai avanti,indicando a caso. La prescelta mi fissò con occhi smarriti,come a pregarmi di andare avanti e risparmiarle qualche scomodo racconto.
-Tu sei?..-
-Lolita..Lolita Bennet.- borbottò impacciata,torturandosi il labbro inferiore con i denti.
-Tu? Hai mai partecipato ad una recita di fine anno? Ad un corso teatrale..?- la incitai.
La vidi titubante,combattuta tra scoprire un imbarazzante ricordo del passato o tenerselo tutto per sé,come aveva fatto fin ora.
Lo sentivo. Lo sentivo dal battito impazzito del suo cuore,che giungeva amplificato al mio orecchio e che mi procurava un fastidioso brivido lungo la schiena.
-Bhè effettivamente da bambina frequentavo un corso di teatro. Mi era stato obbligato da mia madre..- cominciò.
Mi sedetti comodo,poggiando la testa tra i palmi delle mani.
Non so perché,ma avevo l’impressione che sarebbe stato un lungo e piacevole discorso. Lo sentivo da come quelle poche prime parole s’erano tuffate nella mia testa,creando una piacevolissima sensazione d’infinito.
Pov Lol
Le cose belle della vita succedono sempre per caso.
Avevo imparato a crederci ormai; dieci anni prima avevo conosciuto Nicolay ,innamorandomene irreparabilmente. Poi l’avevo dimenticato,mi ero rassegnata ad essere una specie di sorella per lui e ad amarlo di conseguenza.
Mi girai a fissare le gemelle che litigavano per quale costume ,tutto tranne che pudico,farmi indossare mercoledì alla festa in piscina.
Ora avevo loro. Come Nico erano entrate nella mia vita senza preavviso,come un uragano. Mi avevano travolta emotivamente,riuscendo a farmi risvegliare da quello stato d’incoscienza in cui mi trovavo da quel giorno maledetto.
-Che ne dici di questo?- gridarono entusiaste in unisono. -Fila a provarlo.Ti piacerà.-
Era un bikini beige,che s’intonava perfettamente al rossiccio dei miei capelli. Era una fascia che copriva a stento il seno e delle mutandine a fascia anch'esse.
Mi fissai scuotendo la testa. Non che non mi stesse bene,ma mi sentivo incredibilmente nuda e non mi andava di farmi fissare da mezza scuola in quelle condizioni.
Come a leggermi nella mente una mano sbucò dalla tendina,porgendomi tre nuovi costumi.Uno era nero a due pezzi tenuti insieme da un pezzo di stoffa che scendeva lungo lo stomaco,l’altro era più una specie di baby doll nero e di pizzo,tanto complicato da farmi girare la testa.
L’ultimo era il più semplice e costoso.Una volta indossato mi sentii a mio agio: era una specie di costume premaman,un vestitino blu e bianco che mia arrivava sin sotto la pancia coprendo tutte le imperfezioni dovute ai chili di troppo,e una coulot blu in microfibra.*
Sicuramente le due lì fuori non mi avrebbero permesso di indossare un pigiama per un party: Chi bella vuole apparire,un po’ deve soffrire. Diceva così quel detto? E io avrei dovuto passare ore sotto Lilien a farmi impiastricciare il viso,a limarmi le unghia e a farmi la ceretta per una stupida festa alla quale non volevo nemmeno partecipare.
-Ci sei ancora lì dentro?O ti ha rapita un alieno?-
Amy spalancò la tendina blu dello spogliatoio squadrandomi con occhi eccitati che poi si tramutarono in orrore? Disgusto? Quando vide cosa avevo addosso.
-E’ un pigiama quello?-sghignazzò alle sue spalle Lilien,dando una pacca affettuosa alla spalla della sorella. - Non possiamo tramutare il suo orribile gusto nel vestirsi in un paio d’ore.Ci vuole pazienza,tanta pazienza.-
Amy sbruffò prendendo tutti i costumi a terra e andando alla cassa,intenzionata a pagarli. - Non ero io la saggia?- borbottò,mentre parlottava con la commessa - Barbie sul mio pessimo gusto.
Passai la maggior parte del pomeriggio a correre da un negozio all’altro,facendo da manichino per ogni minimo “perizoma” o borsa.
Erano le otto e mezza,ora di cena,quando Amy e Lilien si fissarono per la prima volta con un ghigno spaventoso sul volto. Si strinsero le mani stringendo le labbra che divennero violacee e emanando un forte calore.
Credevano che fossi abbassata a legarmi le scarpe e che quindi non me ne accorgessi ma avevo imparato a non abbassare mai la guardia,nemmeno tra amiche.
Non mi fidavo più di nessuno così tanto da fidarmi pienamente; ecco spiegato perché tenevo sott’occhio ogni minima mossa delle gemelle.
Quando mi alzai,stiracchiandomi per essere stata piegata troppo tempo,indugiando sui lacci a fiocco,notai che Lilien e Amy correvano nella direzione opposta a quella di casa mia.
Erano velocissime mentre si gettavano fiere nelle braccia di ..
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