lunedì 25 ottobre 2010

That bloody love you..!

5 Paure e Desideri




“Non desideriamo cose facili, desideriamo cose grandi, cose ambiziose, fuori portata. Esprimiamo desideri perchè abbiamo bisogno di aiuto, abbiamo paura e sappiamo di chiedere troppo. Però continuiamo ad esprimere desideri perchè...qualche volta, si avverano"

[G.Anatomy]

 

Pov Nico 


-Mmm...continua.-

Lily gemette,carezzandomi lentamente la sporgenza sotto i boxer; le sue mani era bollenti a contatto con la pelle tirata e fredda del mio sesso.

Tenevo la testa appoggiata alla testiera della poltrona,le mani sulle gambe e gli occhi chiusi in fase di meditazione.

Sentivo l’umidità della sua bocca su di me,ma al contrario da quello che  avevo immaginato non provavo niente che non fosse semplice chimica tra i nostri corpi; l’attrazione c’era,le sue belle gambe lunghe mi eccitavano parecchio ma.. null’altro.

Allungai di nuovo una mano tra i suoi capelli,affondandoci  e sentendone tra le dita la consistenza.

Aprii gli occhi e per un attimo,uno solo,immaginai che al suo posto ci fosse Lolita; che a fare l’amore come me ci fosse la donna che amavo e non una troia qualsiasi che stavo,per di più,solo usando.

Mi abbandonai triste agli ultimi istanti di tranquillità,prima che una scossa mi invadesse e un liquido caldo mi scivolasse tra le gambe.

Lily fu pronta a ricevermi,leccandosi le labbra provocanti.

Le sorrisi,un sorriso falso e derisorio. Alzai i jeans,mettendo un dito sotto il mento della riccia che mi fissava con occhi spalancati.

- Brutto str..- cominciò,ma fui più svelto di lei. Mi  chinai,sfiorandole le labbra con la lingua,in  modo piuttosto perverso..  Poi uscii..

   

Pov Lol

 

Non ero mai stata una che credeva nel destino o nei propri sogni; non avevo neanche mai pensato che uno dei miei potesse avverarsi.

Negli ultimi tempi,poi,avevo sognato tantissimo,desiderato che Nico tornasse da me e la smettesse di trattarmi da merda.

Avevo sognato il momento preciso in cui le sue labbra si fossero posate sulla mia fronte per salutarmi,e le sue mani fossero scese a cingermi i fianchi.

Avevo quasi,disperatamente,agognato un suo contatto.. Ero arrivata al punto di desiderarlo. Di volerlo con tutta l’anima.

Mi mancavano i pomeriggi sul mio lettone,abbracciati,petto contro petto, mentre la sua mano mi solleticava la nuca e s’incatenava ai miei capelli.

Mi mancavano le rassicurazioni e le serate Video con il cartone della pizza ai funghi e una birra fresca che dividevamo.

Mi mancavano  le uscite col suo motorino,le serate a discutere,le mattinate a scuola a sfotterci e disturbare la lezione,rischiando di essere cacciati fuori.

Mi mancava lui. Semplicemente il vecchio Nico.

Avevo desiderato anche quegli occhi neri come la pece,gli occhi del  NUOVO. Gli occhi che di nascosto mi scrutavano silenziosi e attenti.. Quegli occhi che mi tranquillizzavano e che mi annullavano.

Ma Nico.. Lui era un bisogno primario,era un esigenza. E lo volevo,lo volevo più di qualsiasi altra cosa al mondo.

E non sarebbe venuto;perché il destino non era dalla mia parte e perché ormai sapevo che ogni volta che il Fato s’apprestava ad escogitare torture e sfighe nuove,le provava sempre e solo su di me,come se fossi un cricetino bianco da laboratorio.

Il più sano e grazioso..

Ecco perché quando il prof. mi si materializzò davanti,al posto del Nico che quasi credevo sbucasse fuori dalle mie fantasie,non mi meravigliai del senso di delusione che mi attanagliò lo stomaco. Il destino,anche quella volta,mi aveva dato conferma che anche se esisteva,non aveva posticini per me o quanto meno,bigliettini da lasciarmi per un ipotetico futuro da salvaguardare.

Non riuscii comunque a scacciare quel senso di vuoto che mi prendeva quando pensavo a Nico,sforzandomi di sorridere all’uomo che mi porgeva la mano educatamente.

-Buona Sera..- bisbigliai,tracciando con le dita infreddolite il contorno del mio polso per poi stringerlo con tutta la forza che avevo.

L’avevo visto fare a Lilien per placare -l’agitazione- eppure non succedeva niente. Niente di strano o sovrannaturale come doveva invece. E le scosse nevrotiche erano ancora lì,toste e impetuose come non mai.

Le gemelle si gettarono allegre al collo dell’uomo,riempiendolo di baci e ridacchiando sommessamente. Improvvisamente sentii come una fitta all’altezza del petto,come se un ago mi si conficcasse nella pelle. Delicatamente ma dolorosamente.

Lanciai uno sguardo omicida a Lilien che se ne stava tranquillamente appiccicata al prof.,mentre Amy,mi fissava intensamente,concentrata su ogni briciolo di forza che aveva in corpo,come se volesse trasmettere al mio corpo un po’ della sua tranquillità.

Forse cercava semplicemente di aiutarmi,oppure No. Oppure era realmente una strega o una maga,oppure era davvero un essere da temere. Oppure..oppure…

Oppure,semplicemente,dormivo male da troppo tempo e le carotine a colazione,non saziavano del tutto la mia sete di zuccheri.

L’ago non smetteva di penetrarmi la pelle,in modo sempre più doloroso,più profondo.

Mi sentivo,come se mi si stesse portando via il cuore. Quel cuore che tenevo doverosamente custodito nell’abitacolo caldo e accogliente che era la mia bolla.

Le ginocchia si erano fatte d’un tratto molli e tremanti e quasi rischiavo di cadere se non fosse stato per le braccia di Robert,pronte a sorreggermi.

Le fitte erano lì. Il dolore non scompariva,mentre un panno mi scendeva davanti gli occhi,offuscandomi la vista…

*********

Quando mi risvegliai,intorpidita dalla cintola in giù,le fitte erano del tutto scomparse,lasciando spazio ad un altro dolore. Ci misi poco a rendermi conto di quello che era successo e che stava tutt’ora accadendo.

Poi fu solo un urlo straziante,il mio,ad accertarmi che non stessi sognando,che non mi trovassi nel bel mezzo d’un incubo.

-Shh.. Piccola,shh..- sentii pronunciare,mentre una mano più fredda e dura del normale mi carezzava delicatamente un braccio.

-Chi sei? C..cosa vuoi da me?- bisbigliai con il cuore a mille. Lo sentivo, percepivo il battito inesistente del suo cuore,il freddo marmoreo del suo petto e il suo sguardo fisso sulla mia schiena. Lo sentivo,come se stessi fissando io stessa quell’uomo.               

-Robert!-sussuarrai,abbandonando la testa all’indietro e ridendo sommessamente,senza vergogna.Avevo i nervi a fior di pelle.Ero agitatissima e mi sentivo come se,da lì a poco,la testa potesse prendermi fuoco.

Sentivo uno strano bruciore agli occhi e ciò mi infastidiva. Ma non avevo paura,non ero spaventata da questa mia cecità improvvisa né tantomeno che potessero centrarci le gemelle e il tizio alla mia schiena.

Sentivo che c’era qualcosa di MAGICO in tutta questa situazione e la cosa mi eccitava particolarmente,come se stessi entrando in una di quelle storie sul web,in una di quelle pagine bordate di emozioni e fantasia. Di amore e paura.

Ero attratta da tutte quelle scariche elettriche che si sentivano perfettamente nell’aria intorno a me e per giunta sentire le dita fredde e delicate di quell’uomo lungo il braccio mi infiammava,mi mandava in estasi.

Non ero mai stata toccata con tale intensità da nessuno. Non ero neanche mai stata toccata,in definitiva,da nessuno che non fosse Nico. Nico mi aveva insegnato tutto quello che sapevo sulle relazioni di coppia. Mi aveva insegnato cosa si provasse ad sentire qualcosa dentro sé,aveva affondato le sue dita gracili tra le mie pieghe umide,tempo addietro,facendomi gemere di un piacere inimmaginabile.

Lo avevo pregato di farlo ancora successivamente,e anche di fare di più. Ma Nico aveva sempre rifiutato categoricamente. Secondo lui era pericoloso farla diventare un abitudine dalla quale nessuno dei due avrebbe saputo uscirsene.

E allora aveva deciso,anche quella volta lui per me,che io restassi vergine per l’uomo che avrei amato con tutte le mie forse.

-Come faccio a sapere quando amerò qualcuno?- gli avevo domandato innocuamente,stringendomi tra le sue braccia e affondando la testa nel suo collo.

-Sentirai brividi invaderti tutta.Le scosse qui..qui e qui.- mi indicò rispettivamente schiena,stomaco e basso ventre. - Non avrai occhi che di lui e non potrai fare a meno neanche di una carezza appena accennata. -

Sentii le mani dell’uomo sorreggermi la nuca e avvicinarmi un bicchiere alle labbra. Sentii il freddo del vetro spingersi oltre le labbra,mentre un intruglio che sapeva di camomilla e menta mi scorreva velocemente tra le labbra,sin giù a bruciarmi nello stomaco.

E fu in quel momento,che con mio grande stupore e paura,il mio più grande desiderio e la mia più grande paura si avverarono. In quell’istante il mio corpo fu scosso dai brividi,mentre le mani di quell’uomo continuavano ad infliggermi torture ben peggiori di quelle che il mio corpo desiderava.

Sentivo le scosse,le farfalle nello stomaco e che.. Mi stavo innamorando di un perfetto sconosciuto!


4Magici Incontri


Quando pensi che la tua vita non può cambiare, non ti aspetti niente, sei rassegnata a vivere una vita che non ti saresti mai e poi mai immaginata, ecco che ricevi un dono inaspettato.
Rimani sbalordita, non sai cosa fare, come affrontare quell’evento. Poi quando stai per arrenderti, qualcuno ti salva.
iced_san “Incontri che cambiano la vita” 






Pov Lol

-Tu sei Lolita,vero?- 
Due manine delicate mi si pararono sotto il naso,costringendomi ad alzare lo sguardo ad incontrare due occhietti furbetti e sconosciuti.
Poi ricordai..- Siete le nuove?- bisbigliai,porgendo la mia di mano e lasciando che rispettivamente la stringessero.
La loro pelle era così fredda e pallida da far invidia persino ad un vampiro,per quanto ne sapessi.
-Io sono Lilien- canticchiò la prima,sedendosi accanto a me e addentando soddisfatta una carota.
La faccia che fece dopo aver masticato il primo boccone era tipo da bambino che si è lasciato fregare da sua madre e ha mangiato minestrone.
Si costrinse a sorridere,sebbene masticasse sempre più lentamente e fissasse sua sorella con occhi sbarrati.
-Sono solo carote..- bisbigliai,addentandone una. 
Le gemelle si fissarono e scoppiano a ridere. Lilien gettò la carota nell’erba incolta dietro di noi e mi diede un’amichevole pacca sulla schiena.
Che fossero strane,non c’erano dubbi.
-Scusala,è allergica e non se ne ricorda mai.-sogghignò la bionda,lanciando un eloquente occhiataccia alla sorella che si strinse nelle spalle e ricominciò a ridere. Di cosa poi? - Comunque io sono Amy,la più saggia e composta delle due.- continuò.
Lilien era senza dubbio più amichevole e spontanea. A quando avevo potuto capire,era la pecora nera delle due,la ribelle e la burlona.
Amy,invece,era la raffigurazione della pace e della maturità. Sorrideva se necessario,limitandosi ad alzare gli angoli delle labbra e ridacchiare,come una perfetta gentildonna.
Lilien,invece,rideva di gusto: gettava la testa all’indietro spalancando la bocca ed emettendo suoni stranissimi. 
Sebbene fossero indubbiamente strane,qualcosa di loro mi affascinava; una parte di me mi consigliava di starci alla larga,forse per evitare di stringere amicizia e far sentire Nico rimpiazzato,sebbene se lo meritasse.
Un’altra parte,invece,mi spingeva a lasciarmi andare una volta per tutte,proprio come stava facendo Nico.
-Parli del diavolo..- sussurrai,vedendo Nico e Lily  uno con una mano nei jeans dell’altro,passeggiarmi davanti. 
-E ti spuntano le corna!- Terminò Lilien,cogliendo in pieno il senso di quell’affermazione,perché fino a prova contraria,le corna le avevo prese davvero.
Essere tradite dal proprio migliore amico,che per di più sostiene di amarti,è ancor peggio dell’essere normalmente tradite dal primo minchione che t’illude di volerti.
Sbuffai e mi chinai a raccogliere le mie cose,accettando l’aiuto di Amy che s’offrì di attraversare il cortile per gettare le mie scartoffie.
Come ovvio,il dondolio dei suoi fianchi attirò l’attenzione di molti che quasi s’inginocchiarono a baciarle i piedi.
Tutti i ragazzi in quel momento avevano la tipica espressione da “Sarò.Tuo.Schiavo.A.Vita.Ma.Ti.Prego.Dammela.”
La ringraziai,incamminandomi con loro verso l’aula di Teatro e accettando di sedermi in mezzo alle due in ultima fila. 
Per la prima volta dopo tanto tempo,mi risentii felice e apprezzata. Le gemelle erano dolcissime con me e,soprattutto Lilien,non perdeva occasione per strapparmi un sorriso a tradimento.
Con loro finalmente,stavo ritrovando la gioia di vivere.


Pov Nico


Era così raggiante con le sue due nuove amichette,che quasi mi pentii di non aver preso Lily e averla baciata davanti a lei.
Le avevo chiesto di stare insieme per far,semplicemente,ingelosire Lol;lei invece sembrava essermi totalmente indifferente,proprio come tanto tempo prima.
Se incrociavo il suo sguardo,o le sorridevo,o la salutavo con un gesto quasi impercettibile della testa,non ottenevo che indifferenza.
Possibile che fosse stato così facile per lei dimenticarsi di me e di tutto quello che avevamo costruito insieme?Di tutti i nostri sogni sul futuro e sui nostri programmi insieme?
Scacciai con rabbia le mille domande che mi frullavano in testa,accomodandomi proprio accanto al suo banco,e prendendo a ritrarla,come succedeva fin troppo spesso in quell’ultimo tempo.
Ero sicuro che Lol mi amava e che io ero adatto a lui; io la conoscevo,io sapevo tutto di lei.. 
Rigirai il ritratto tra le mani. Ormai ne ero certo: Dovevo fare qualcosa per riprendermi la mia Lol.




Pov Rob
 
 

Entrando in classe non mi sorpresi di trovare Lilien e Amy sedute con la prescelta. Per loro non poteva essere difficile legarci amicizia come lo sarebbe stato con me.
Io ero il suo professore e quale ragazza per bene avrebbe accettato di farsi corteggiare da me?
La prescelta,sicuramente,non si sarebbe lasciata sedurre facilmente ,di questo ne ero certo;lo vedevo dai suoi occhi assenti,da come si stringeva spasmodicamente le braccia intorno alla vita e da come versava lacrime silenziose appena poteva.
L’avevo notata questa mattina in quell’angolo,mentre,probabilmente,si asciugava le ultime lacrime versate. 
Mi era apparsa così indifesa e suscettibile,che per un attimo avevo pensato di abbandonare quest’assurda missione e lasciarle vivere normalmente quello che le restava di un’insulsa vita umana.
La vita per loro era sofferenza e amore. Senza l’uno non c’era l’altro.
Quando la campanella richiamò gli alunni nelle proprie classi,non mi sorpresi di vedere mille facce confuse fissarmi a bocca aperta.
Ero abituato a sentirmi fissato,ero abituato a quegli stupidi commenti da maniache ed ero,sebbene da poco,abituato a capire le menti degli esseri umani. Loro erano così ..così facili da leggere,così insulsi.
-Ragazzi,per chi ancora non mi conosce io sono Robert Beshop.- borbottai imbarazzato,passandomi una mano tra i capelli. - E oltre ad essere insegnante di letteratura,lo sono anche di teatro.- continuai.- Qualcuno di voi ha mai fatto teatro?-
Indicai a caso una biondina in seconda fila,intenta a masticare avidamente una  gomma da masticare dal colore indescrivibile e riprovevole.
Si limitò a scrollare le spalle,continuando a masticare la sua gomma ed attorcigliare un capello biondo tra le dita ben curate.
-Qualcuno ha mai partecipato ad una recita di fine anno?- tentai allora,passando dietro di lei. Un ragazzo con un paio di occhiali a lenti profondissime,mi fissò sbalordito cominciando a balbettare parole senza senso.
Chiusi gli occhi esasperato e passai avanti,indicando a caso. La prescelta mi fissò con occhi smarriti,come a pregarmi di andare avanti e risparmiarle qualche scomodo racconto.
-Tu sei?..-
-Lolita..Lolita Bennet.- borbottò impacciata,torturandosi il labbro inferiore con i denti.
-Tu? Hai mai partecipato ad una recita di fine anno? Ad un corso teatrale..?- la incitai.
La vidi titubante,combattuta tra  scoprire un imbarazzante ricordo del passato o tenerselo tutto per sé,come aveva fatto fin ora.
Lo sentivo. Lo sentivo dal battito impazzito del suo cuore,che giungeva amplificato al mio orecchio e che mi procurava un fastidioso brivido lungo la schiena.
-Bhè effettivamente da bambina frequentavo un corso di teatro. Mi era stato obbligato da mia madre..- cominciò.
Mi sedetti comodo,poggiando la testa  tra i palmi delle mani.
Non so perché,ma avevo l’impressione che sarebbe stato un lungo e piacevole discorso. Lo sentivo da come quelle poche prime parole s’erano tuffate nella mia testa,creando una piacevolissima sensazione d’infinito.



Pov Lol


Le cose belle della vita succedono sempre per caso. 
Avevo imparato a crederci ormai; dieci anni prima avevo conosciuto Nicolay ,innamorandomene irreparabilmente. Poi l’avevo dimenticato,mi ero rassegnata ad essere una specie di sorella per lui e ad amarlo di conseguenza.
Mi girai a fissare le gemelle che litigavano per quale costume ,tutto tranne che pudico,farmi indossare mercoledì alla festa in piscina.
Ora avevo loro. Come Nico erano entrate nella mia vita senza preavviso,come un uragano. Mi avevano travolta emotivamente,riuscendo a farmi risvegliare da quello stato d’incoscienza in cui mi trovavo da quel giorno maledetto.
-Che ne dici di questo?- gridarono entusiaste in unisono. -Fila  a provarlo.Ti piacerà.-
Era un bikini beige,che s’intonava perfettamente al rossiccio dei miei capelli. Era una fascia che copriva a stento il  seno e  delle mutandine a fascia anch'esse.
Mi fissai scuotendo la testa. Non che non mi stesse bene,ma mi sentivo incredibilmente nuda e non mi andava di farmi fissare da mezza scuola in quelle condizioni.
Come a leggermi nella mente una mano sbucò dalla tendina,porgendomi tre nuovi costumi.Uno era nero a due pezzi tenuti insieme da un pezzo di stoffa che scendeva lungo   lo stomaco,l’altro era più una specie  di baby doll nero e  di pizzo,tanto complicato da farmi girare la testa.
L’ultimo era il più semplice e costoso.Una volta indossato mi sentii a mio agio: era una specie di costume premaman,un vestitino blu e bianco che mia arrivava sin sotto la pancia coprendo tutte le imperfezioni dovute ai chili di troppo,e una coulot  blu in microfibra.*
Sicuramente le due lì fuori non mi avrebbero permesso di indossare un pigiama per un party: Chi bella vuole apparire,un po’ deve soffrire. Diceva così quel detto? E io avrei dovuto passare ore sotto Lilien a farmi impiastricciare il viso,a limarmi le unghia e a farmi la ceretta per una stupida festa alla quale non volevo nemmeno partecipare.
-Ci sei ancora lì dentro?O ti ha rapita un alieno?-
Amy spalancò la tendina blu dello spogliatoio squadrandomi con occhi eccitati che poi si tramutarono in orrore? Disgusto? Quando vide cosa avevo addosso.
-E’ un pigiama quello?-sghignazzò alle sue spalle Lilien,dando una pacca affettuosa alla spalla della sorella. - Non possiamo tramutare il suo orribile gusto nel vestirsi in un paio d’ore.Ci vuole pazienza,tanta pazienza.-
Amy sbruffò prendendo tutti i costumi a terra e andando alla cassa,intenzionata a pagarli. - Non ero io la saggia?- borbottò,mentre parlottava con la commessa - Barbie sul mio pessimo gusto.
Passai la maggior parte del pomeriggio a correre da un negozio all’altro,facendo da manichino per ogni minimo “perizoma” o borsa.
Erano le otto e mezza,ora di cena,quando Amy e Lilien si fissarono per la prima volta con un ghigno spaventoso sul volto. Si strinsero le mani stringendo le labbra che divennero violacee e emanando un forte calore.
Credevano che fossi abbassata a legarmi le scarpe e che quindi non me ne accorgessi ma avevo imparato a non abbassare mai la guardia,nemmeno tra amiche.
Non mi fidavo più di nessuno così tanto da fidarmi pienamente; ecco spiegato perché tenevo sott’occhio ogni minima mossa delle gemelle.
Quando mi alzai,stiracchiandomi per essere stata piegata troppo tempo,indugiando sui lacci a fiocco,notai che Lilien e Amy correvano nella direzione opposta a quella di casa mia.
Erano velocissime mentre si gettavano fiere nelle braccia di ..

That bloody love you..!

3 Rivelazioni.



La verità è dura. La verità è imbarazzante. E molto spesso fa male! Voglio dire, la gente dice di volere la verità, ma la vuole veramente? Grey’s Anatomy



Erano le due e poco più del mattino;il cielo era nero e costellato da migliaia di piccoli puntini luminosi,la mia finestra era stranamente aperta e la tendina color crema sventolava spensierata guidata da un delizioso venticello fresco.
Mi ero svegliata di soprassalto,spossata da un sogno strano se non addirittura assurdo: La Morte e sua figlia. Lilith e la stirpe dei demoni che avrebbe regnato sugli uomini e la loro terra.
Lì immaginai per un attimo camminare minacciosi bagnati da fiocchi di neve fluttuanti che a contatto con le loro giacche di pelle si scioglievano,formando mille goccioline d’acqua.
Li vedevo camminare verso di me,con me,per me. Li vedevo piegarsi al mio cospetto.
Il sogno mi aveva ritratta come una specie di Dea per i demoni,come una seconda Lilith; la stessa Lilith che mitologicamente era la Dea protettrice dei parti e dei Bambini,ma che era stata poi ritratta come una figura demoniaca che rapiva e si nutriva delle sue piccole ed innocenti prede.
Fuori pioveva e le stelle erano sparite,coperte da una cerchia di nebbia scura e doppia come marzapane.
Mi tornò in mente di una sera,in auto con mio padre per andare ad uno di quei convegni per gli alcolisti,quando avevo guardato la nebbia quasi con ammirazione,affascinata da quel compatto velo magico.
Mia madre sosteneva che la nebbia serviva agli angeli per scendere sulla terra e passare inosservati. Sosteneva che la nebbia gli serviva per mostrarsi solo a chi volevano loro; eppure non ci avevo mai creduto,seppure fossi solo una bambina.
Qualcosa mi diceva,però,che la magia non era solo parte dei sogni e della fantasia. Qualcosa o qualcuno mi stava,in qualche modo,rivelando la strada da percorrere,la strada che avrei intrapreso per diventare quello che era scritto diventassi.
Ero sicura,che quel sogno mi avrebbe rivelato chi ero e cosa ci facevo sulla terra,immersa tra comuni mortali,tra gente troppo diversa da me.
Ormai,ne ero convinta,era tempo di rivelazioni..


*****
Appena uscita dalla doccia,era tutta rosea e radiosa. Le punte dei capelli mossi che mi ricadevano sulle spalle,ancora umide.
A prima vista sarei potuta apparire persino attraente;primo perché non succedeva mai che uscissi senza truccarmi,secondo perché non portavo mai i capelli sciolti.
Indossai un maglioncino color turchese chiaro con la cerniera lampo chiusa fino al collo,così da coprire l’abbondante taglia che si nascondeva sotto,un jeans chiaro e delle converse.
Non ero propriamente la raffigurazione della seduzione,ma per lo meno ero accettabile.
-Looolita?- sentii.
Era ancora Morgana,che si preoccupava di non dover firmare un’altra giustifica per ritardo.
Corsi giù prendendo il mio sacchetto del pranzo  e  sellando la mia bicicletta. Pochi minuti ed entrai in classe,colma di quaderni e libri mai aperti,di compiti mai fatti e fogli completamente bianchi se non fosse per quei pochi disegni senza senso.
Dovevano essere trascorse due settimana da quando Nico mi evitava. Per lo meno era ritornato a scuola,sebbene sedeva dall’altro lato della classe,vicino a Lily.
Lily era veramente carina con i suoi riccioli perfettamente in ordine nella sua crocchia a rete. Aveva un leggera spruzzatina di lentiggini sul naso color cannella,simili alle mie.


-Sono lentiggini?- Domandò per l’ennesima volta Nico,sfiorandomi il naso con un dito freddo.
Annui,coprendomi la faccia con entrambe le mani.
-Per lo più mi spuntano quando sono esposta troppo al sole.- dichiarai,sperando che la smettesse di fissarmi come se fossi una perla preziosa.
-Sanno di cannella?-sghignazzò  avvicinandosi. Non ebbi modo di rispondere; si chinò e leccò delicatamente la punta del naso.



Era sempre stato ossessionato,in modo quasi maniacale,dalle lentiggini e dai capelli rossi.
Forse era solo per quello che mi amava.
Una delle cose positive dell’essere evitata era proprio il tempo a disposizione che avevo per riflettere sui miei e suoi errori,per rimarginare su quello che avevo potuto dire o fare per offenderlo. Eppure,gira e rigira,la colpa sembrava essere pur sempre la mia.
A distrarmi fu l’arrivo del prof. Di letteratura,quello che avrebbe sostituito Cox , e quello di due gemelle provenienti dall’Hampshire.
Il primo a presentarsi fu - Robert Beshop.- 
L’uomo aveva due occhi neri come il carbone,carnagione chiarissima e due profonde occhiaie demoniache sotto gli occhi dal cipiglio minaccioso.
Era di una bellezza spiazzante,sebbene fosse più grande di me. A calcoli fatti,poteva avere massimo 30 anni. E non li dimostrava affatto.
Poi fu il turno delle due sorelle,belle entrambe sebbene in maniera diversa; la prima -Lilien- era di una bellezza quasi orientale. Capelli liscissimi e neri,occhi piccoli e di un verde smeraldo,con piccole pagliuzze dorate.
La seconda -Amy- era l’esatto contrario; Morbidi boccoli dorati e occhi blu. Era molto più elegante della prima,sebbene Lilien possedesse un portamento che avrebbe fatto invidia ad un casato reale.
Entrambe si muovevano con agilità e grazia come delle farfalle,solo gli occhi contornati da ciglia scure,emanavano un aria minacciosa. Quasi spaventosa.
La prima,Lilien indossava un paio di shorts rossi e un top  verde scuro,come le foglie d’estate.
La seconda,invece,una minigonna di jeans e una camicetta azzurra,che s’intonava perfettamente con i suoi occhi che,indiscutibilmente,avevano attratto l’ammirazione di molti nell’aula.
Il resto della mattinata fu un susseguirsi di presentazioni e discorsi convenevoli.
Il professore dalla bellezza demoniaca,ci elencò il suo programma e non scampò i dettagli aggiuntivi,come il suo modo di interrogare e i giudizi ai compiti in classe.
Nico,dal conto suo,non mi degnò nemmeno di uno sguardo. E anche quel giorno mi sentii persa,emarginata come un’ebrea nel periodo fascista. Emarginata dal mondo in cui ero nata e cresciuta,ma di cui ero quasi certa ormai,non appartenevo affatto.




Pov Robert

-E’ della Grande Madre che stiamo parlando,non di una puttana qualunque.- Quella mattina Lucifero era abbastanza infuriato,non che fosse la prima volta. Era il Dio delle Tenebre e del Male infondo, e aveva tutti i motivi per avercela con la sua non-vita.
Lilith si affacciò dalla sua camera, coperta solo da un asciugamano di spugna che le lasciava scoperte le gambe e una parte dei seni pieni.
Sebbene fosse la madre di noi tutti,sebbene avesse partorito più di 27 Demoni in una sola volta,Lilith aveva delle curve mozzafiato  da far invidia a qualsiasi modella rifatta della Terra.
Lilith,a differenza di quanto si credeva,era Madre Natura. Era la bellezza e la purezza,l’eleganza e la dolcezza. Era una madre perfetta e amorevole,un’amante eccezionale e passionale e una donna stupefacente.
-Rob,ascolta tuo padre,ti sembro pronta a sfornare altri 30 demoni?- si indicò,scatenando una risata in tutta la stanza,seguita da fischi di ammirazione dai suoi stessi figli.
Risi anche io,di gusto,passandomi una mano tra i capelli e chiudendo gli occhi,sfinito. Se c’era una cosa che odiavo nell’essere il primogenito, era il fatto di dover sempre correre a destra e a manca.
Adesso,poi,che finalmente avevamo individuato la prescelta sulla Terra,era tutta una corsa contro il tempo.
Non sapevamo se la donna avesse 20 o 50 anni,ma pregavo e supplicavo mio padre,affinché fosse almeno carina o per lo meno presentabile.
Non avevo la minima voglia di andare a letto con una che sarebbe potuta essere mia nonna. Non che fossi giovane,io.
Anche se per noi il tempo non passava mai,avevo raggiunto dopo 300 anni,l’aspetto di un 25enne circa.
I capelli neri,tagliati con cura per sembrare un comune mortale,le occhiaie coperte e le lenti a contatto,mi conferivano un aspetto,da mortale,ecco.
-Non possono andarci Lilien e Amy?Io penserò solo a fare il mio dovere..-
-E’ questo il tuo dovere.- Urlò esasperata Lilith. - Non spetta solo a lei innamorarsi di te. Una donna non si innamora magicamente di qualcuno. Devi corteggiarla.- disse,girando su se stessa.- Regalarle fiori.- un’altra giravolta.- e un anello.-
La vedevo raggiante come una madre alle prese con il matrimonio della sua unica figlia. Una madre che ricorda piacevolmente i tempi in cui ad essere corteggiata era lei,e dall’uomo che tuttora ama e l’ama.
-Ma..?- tentai,ma venni zittito. Ancora una volta doveva averla vinta lei.


***

La Paul’s School era un vecchio edificio vittoriano. In epoche passate era stata la residenza di qualche marchese e conte. Si vedevano due torri sgretolate dal tempo e un ampio cortile trasformato in parcheggio.
La scuola era poco affollata,molto meno di quanto ricordassi dall’ultima visita in superficie.
Individuare la prescelta non sarebbe stato molto difficile,soprattutto perché alla fine Lilien e Amy avevano deciso di spacciarsi per due gemelle dell’Hampshire. 
Il piano era di far amicizia con la ragazza e convincerla,pian piano,a intimizzarsi con la nostra famiglia. Io avrei usato tutti i miei poteri e il mio fascino per affrettare i tempi.
-Qual è la nostra classe,PROF.?- chiese Lilien,saltellando agilmente al mio fianco.
-Non so,fatevi un giro e .. Attenzione.- sottolineai,ricordando ad entrambe che per nessuna ragione al mondo avrebbero dovuto scoprirle,né tanto meno venire a conoscenza delle nostre origini.
Le due annuirono,mimetizzandosi nella folla di ragazze che spettegolavano e ridacchiavano come delle oche,nell’attesa che suonasse la prima campanella.
Fu allora che la vidi, e devo ammettere che non me lo sarei aspettato; era in disparte,rannicchiata in un angolo mentre mangiava una carota.
I  morbidi boccoli rossi,gli occhi castani stanchi e delusi. Sentii subito che fosse lei;forse perché era l’unica fra tante. L’unica diversa dalla massa. O forse perché era l’unica che aveva attirato la mia attenzione.
Suonò la campanella.
Per il resto del tempo,non feci che sperare con tutto me stesso che presto l’avrei avuta tutta per me. Ora e per Sempre.



That bloody love you..!


2 Le prime difficoltà!

Nulla è più facile che illudersi. Perché l'uomo crede vero ciò che desidera.
Demostene



Era venerdì mattina e pioveva. Odiavo la pioggia con tutta me stessa,odiavo quando i capelli mi si increspavano e come il ticchettio dei miei passi risuonava snervante.
Succedeva fin troppo spesso di svegliarmi di cattivo umore e la pioggia non mi aiutava di certo.
A peggiorare la situazione ci aveva pensato Nico;erano passati tre giorni da quando se n’era andato da casa mia,ma mi sembrava un millennio.
Non l’avevo più visto né sentito; non rispondeva alle mie chiamate,chiedeva a Molly di dirmi che non ci fosse e non si era presentato neanche a scuola.
In parte capivo la sua decisione di starmi lontana,sebbene per una stronzata simile;forse Nico aveva bisogno di nuovi amici,di farsi una vita nuova e di allontanarsi dalla monotonia di giornate passate con me.
D’altra parte però,non potevo accettare che mi evitasse solo perché non potevo dargli quello che voleva - una dichiarazione d’amore eterno - e non si accontentava di niente di meno.
Io sapevo di amarlo a modo mio,sapevo che per lui sarei morta se necessario; ma non potevo dargli quello che voleva:tre piccole parole di cui non conoscevo il significato.
Per me l’amore era sempre stato un vocabolo da usare per manipolare e lusingare la gente; ero dell’idea che solo l’amore tra genitori- figli fosse vero,sebbene la mia famiglia non fosse delle più felici e innamorate.
Mia madre era scappata 10 anni fa con un ballerino di flamenco della sua scuola di ballo,mio padre si era risposato con una vecchia bisbetica che passava tutto il giorno a fare l’uncinetto,cadendo in depressione e cominciando a bere e finendo,di conseguenza,in una casa per alcolizzati.
Da allora l’AMORE era stato l’ultimo dei miei pensieri..

******
Il cima alla mia lista nera delle cose “da odiare”,c’era la scuola. Maledetta scuola.
Ero convinta che servisse solo a rubare il tempo migliore della mia vita,e il tempo era prezioso; era addirittura denaro e fama.
Per quello che ricordavo,non ero mai andata un solo giorno a scuola di mia volontà,non mi ero mai alzata entusiasta di passare 5 ore della mia vita ad ascoltare vita,morte e miracoli di qualcuno che non avrei mai conosciuto comunque,e che,soprattutto,non avrebbe potuto aiutarmi in nessun modo.
L’unica cosa di cui avevo bisogno era Nico; avevo bisogno di sfogarmi,di piangere sulle sue camicie al lillà ed ispirarne forte il profumo.
Mi mancava incredibilmente,anche se facevo fatica ad ammetterlo.
-Looooliita,è tardiii!..-
La mia matrigna era un toccasana a prima mattina. - Looooliita?- urlò ancora,come se fosse possibile non udirla.
Mi precipitai nella sua stanza, facendo ben attenzione a non guardarla. Per la maggior parte delle volte se ne stava semi-nuda tra le lenzuola a sferrettare qualche odiosa maglia che mi avrebbe regalato a Natale.
-Si?-
-Faraaai tardi!- ripeté ancora una volta,segno evidente che la sera precedente con papà era andata piuttosto bene.
-Scappo..- Urlai quindi,recuperando le mie verdure e la borsa con i libri.
Sapevo che era una contraddizione,e non era da me. Ma avrei preferito mille volte andare a scuola che avere a che fare con quei matti.

Pov Nico
Perché per Lol era così difficile dirmi quelle due stupide paroline che tanto desideravo udire? Perché era così ostinata a non voler ammettere che anche lei mi amava,in un modo tutto suo?
Sebbene cercassi in tutti i modi di darle la colpa,sapevo che Lol non mi avrebbe mai detto di amarmi solo perché volevo sentirmelo dire; tra noi era stato sin dall’inizio tutto molto vero. Lei non mi avrebbe mai mentito,neanche se avrebbe rischiato di allontanarmi da lei per un po’.
Non era mai successo che la evitassi per così tanto tempo; di solito duravo si e no qualche ora. Poi correvo da lei a supplicarla di far la pace, lei mi fissava con quegli occhietti vispi e curiosi e annuiva compiaciuta,gettandosi tra le mie braccia.
-Possiamo fare la pace?- sussurrai,fissandola con gli occhietti da cucciolo che la facevano impazzire.
Diceva che li usassi solo per manipolarla;e mi sentivo forte quando ci riuscivo.
-No!- mi sussurrò,chiudendo gli occhi per evitare di guardarmi. Poi la vidi sbirciare,scoppiando a ridere.
Allungò il mignolo intrecciandolo nel mio.
-Mannaggia il diavoletto che ci ha fatto litigare,pace,pace,pace,la minestra non ci piace!- sussurrò porgendomi la mano.
Vi posai un bacio,chiudendo gli occhi entusiasta. Ero il bambino più felice dei sette mari.

Pensandoci bene,l’amavo da tempo ormai. Da quando la prima volta aveva allungato la sua aggraziata manina per farsela baciare.
Amavo come si muoveva tra i banchi di scuola,come dondolava i fianchi mentre mi dedicava qualche balletto serale.
Amavo i suoi occhi blu. Le sue labbra rosse alla ciliegia. Il suo collo profumato..
Era così morbida e fresca. Spesso usava il profumo che le avevo regalato: una fragranza di frutti esotici che inaspriva il sapore della pelle.
-Ma è grandioso! Io volevo questo profumo da tantissimo!- mi urlò nell’incavo del collo,strapazzandomi tutto.
Ero orgoglioso di averla resa felice,orgoglioso di me stesso per averla compiaciuta.
-Senti?-
Allungò il polso verso le mie labbra e non potei resistere ad afferrarglielo per posarvi un leggero bacio,lento e piuttosto piccante.
La pelle fresca e diafana di lei aveva assunto uno strano retrogusto amaro,ma non potevo non adorare la sua pelle come se fosse zucchero alla portata di bambini.
Dio,come potevo essermene innamorato così tanto? Come potevo essermi arreso al fascino di una bambina capricciosa dagli occhi grandi e blu?
Un bussare forte e deciso e l’entrata in grande stile di Molly mi riportarono alla realtà,strappandomi con forza dal flusso increscente dei miei pensieri delusi.
-Nini cos’hai?- mi domandò materna mia sorella,lasciando un breve carezza sui miei capelli spettinati e sedendosi accanto a me.
Era sempre stata molto premurosa con me,sin da quando mia madre si era ammalata. Quando poi sia mamma che papà erano morti,colpa di chissà quale Dio,non aveva smesso un minuto di occuparsi di me.
Chi meglio di lei poteva capirmi?Lei mi capiva sempre..
Era mia madre,era mia sorella,era la mia migliore amica,dopo Lol naturalmente.
-Molly?-la chiamai,attirando l’attenzione dei suoi occhi color cioccolato,simili ai miei.-Sono innamorato di Lol.-